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** LE CRITICHE ** |
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. . .Emozioni e Colori, tutto questo è nel turbinio dei colori dell'acqua che mescolano il cielo ed il soggetto. E' questa la sensazione immediata che ci viene trasmessa dalle opere che hanno tra loro un filo conduttore ben preciso, la passione dell' uomo per il mare, la natura, gli animali e l'avventura. Le scelte cromatiche che scaturiscono dalle opere dell'Artista sono sostenute da un'ottima impostazione dell'immagine, che ci trasmette con spensierata realtà ora emozioni e ricordi di un tempo, ora vigore e dinamismo odierno. Le barche, i suoi paesaggi e le sue figure godono di una sintesi grafica e di un elevato virtuosismo pittorico, senza dubbio nelle opere di Poggiani sono racchiuse sfumature del suo carattere e non solo, infatti di fronte ad un Artista capace, con una tecnica e ad un gusto tutto personale che lo identifica che lo mette in evidenza è difficile rimanere del tutto indifferenti. . . |
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... il pittore Poggiani, visto dalla mia ottica si può definire come eclettico artista, osservando le diverse ricerche espressive da lui seguite, ma è riuscito a farci sorprendere con il suo iperealismo e a volte con una leggera surrealtà che lui ha voluto sposare in alcune opere con l'utilizzo dell'aerografo. Ma nel suo iperealismo non asfissiante o maniacale della perfezione ne è un esempio i Giganti o L'inseguimento, c'è il dinamismo plastico e l'intensità del movimento la tensione delle linee curve e spezzate. Altro esempio, e crea subito in noi una nuova problematica, sono le opere divise, ma sempre unite, ovvero l'espressione di vari soggetti di una immagine divisa tra loro, ma pur sempre uniti, così racchiusi in un'unica forma, e la continuità di diverse realtà focalizzate in un medesimo istante. E come non segnalare le sue grafiche mirate nell'ambito dei treni e dei mezzi tranviari, eseguiti con sapienza e delicata perfezione, soggetti passati e presenti. Nell'insieme un artista molto interessante nella forma e nei temi da lui trattati. |
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Da molti anni Guido Poggiani si è messo sulle piste della realtà. Fin dal principio, credo, il suo scopo era quello di giungere, attraverso la pittura, ad una riproduzione della realtà in grado di emulare (e sconfiggere) la fotografia. Ma egli è un cacciatore astuto. Dietro quellasua faccia allegra e apparentemente ingenua si nasconde un artista scaltro, paziente, consapevole dei suoi limiti e della natura delle cose, capace di applicarsi con pazienza, con tenacia e con metodo ad un apprendistato lungo anni e anni. Così egli in tutto questo tempo ha osservato, dipinto, provato e riprovato, cercando il ritmo delle cose: il ritmo delle immagini e quello della sua mano. Cercando di afferrare e distinguere il momento in cui la mano, l'occhio, il pennello dovessero soffermarsi, e quando invece era opportuno scorrere via veloce. Il confronto continuo con l'arte fotografica in tutto ciò è stato certamente proficuo e fecondo, ma ancor più importante la capacità di Poggiani di sperimentare. Penso soprattutto a due serie di quadri in particolare: alla cosiddetta Serie - Pioggia e ai Tagliati. Ora la sapienza di tocco acquisita dopo anni di attenta e tenace esperienza si può ammirare in quadri come L'inseguimento, dove alla lenta precisione certosina del trattamento della schiuma in primo piano fa da contrappeso la rapidità corsiva dell'uso del chiaroscuro per tratteggiare i volti dell'equipaggio in secondo piano. Si, in questo come in altri quadri più recenti, Poggiani dimostra di aver compreso il ritmo delle cose che dipinge, delle immagini, delle sue immagini. Ma si tratta, io credo, solo di un punto di partenza. |